Problemi di conservazione e Restauro

E’ la collana più longeva della Edifir – Edizioni Firenze e la prima in Italia dedicata ai temi del restauro. La collana presenta un ampio ventaglio di monografie e di raccolte miscellanee di grande rigore ed attualità tecnica e metodologica. La serie è curata dai responsabili scientifici dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, prestigiosa Istituzione nel campo del restauro e della formazione è ormai un solido punto di riferimento a livello internazionale.

35. Ambrogio Lorenzetti: il Trittico di Badia a Rofeno

Studi, restauro e ricollocazione

CuratoriMarco Ciatti e Luisa Gusmeroli

ISBN: 978-88-7970-553-0

Prezzo: € 20,00

L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha ultimato nei primi mesi del 2011 il restauro del Trittico di Ambrogio Lorenzetti del Museo d’Arte Sacra di Palazzo Corboli a Asciano. Il restauro, reso necessario dal repentino aggravarsi nel dicembre del 2006 delle condizioni dell’opera, presentava gravissimi ed estesi distacchi e sollevamenti del colore. Il dipinto è stato sottoposto alle indagini diagnostiche necessarie per la comprensione dei suoi materiali, della tecnica artistica e delle patologie in atto. Per far fronte ai distacchi ed ai sollevamenti del colore è stato messo a punto un sistema di consolidamento tramite l’impiego del sottovuoto e per poterlo realizzare si è reso necessario separare il Trittico nei suoi elementi costitutivi. Grazie allo smontaggio è stato possibile scoprire le antiche cornici dipinte da Ambrogio, che, insieme agli originari perni di collegamento tra le tre tavole maggiori, dimostrano che esse costituivano fin dall’origine un unico dipinto. Risolti i problemi di adesione del colore, il restauro ha affrontato il risanamento delle strutture lignee; é poi seguita la pulitura della superficie dallo sporco e dalle ridipinture alterate, recuperando sia la raffinata cromia di Ambrogio, sia alcuni dettagli della figurazione.
Il restauro ha riconsegnato al pubblico uno dei capolavori indiscussi dell’artista senese.

2012 * 120 pp. * brossura 21×28 * 119 ill. * XIV tav.

 

 

 

34. Donatello. La Madonna di Citerna

Tecnica, conservazione e ricerche
CuratoriLaura Speranza e Rosanna Moradei

ISBN: 978-88-7970-559-2

Prezzo: € 14,00

Il volume documenta il restauro della Madonna con il Bambino di Citerna attribuita a Donatello. Si tratta di un gruppo plastico a tutto tondo in terracotta dipinta a freddo, raffigurante la Madonna in piedi col Bambino in braccio, alto 110 cm su una base larga 33 cm e profonda 30. L’opera è stata individuata e studiata da Laura Ciferri nella chiesa di San Francesco a Citerna, una piccola località dell’alta Umbria, ed è stata attribuita da Giancarlo Gentilini alla mano di Donatello, la datazione proposta è compresa fra il 1415 e il 1420. Una caratteristica delle terrecotte dipinte a freddo era la ricca policromia, purtroppo per le opere devozionali s’interveniva spesso con interventi pittorici per migliorare il loro aspetto in alcuni casi si stravolgeva completamente il colore originale per rimodernare l’immagine dell’opera. È il caso della Madonna di Citerna che presenta come ultimo intervento una grossolana ridipintura della superficie datata 1839 eseguita da Amato del Citerna. L’intervento di restauro è iniziato con una campagna d’indagini scientifiche per analizzare gli strati pittorici ed ha evidenziato sopra la dipintura originale ben tre stesure pittoriche. Il restauro si è concentrato sulla rimozione degli strati pittorici non pertinenti ed il consolidamento dello strato originale. Il recupero della policromia originaria anche se presenta parzialmente alcune lacune ha messo in risalto la raffinatezza delle stesure pittoriche degli incarnati e delle vesti arricchite da decorazioni dorate che si rilevano anche nei capelli delle due figure.

 

2012 * 64 pp. * brossura 21×28 * 27 ill. * XLVIII tav.

 

 

 

33. Il Nano Morgante di Agnolo Bronzino

Un dipinto a due dritti restaurato

CuratoriMarco Ciatti, Diane Kunzelman

ISBN978-88-7970-505-9

Prezzo€ 18,00

Il volume documenta il restauro di un particolare dipinto del Bronzino: il Ritratto del nano Morgante in veste di cacciatore dipinto di faccia e di schiena sui due lati della stessa tela, appartenente alla Galleria degli Uffizi. Il Nano Morgante vissuto a Firenze nella seconda metà del XVI secolo, era il più celebre e popolare dei nani di corte di Cosimo I de' Medici. Nato nell’ambito della corte granducale come ricordo di questo particolare personaggio aveva poi assunto un significato ben più profondo del momento di divertissement della corte in rapporto al coevo dibattito artistico, noto come “paragone”, volto cioè a dimostrare quale fra la pittura e la scultura fosse superiore. Tale indagine promossa da Benedetto Varchi ci ha consegnato le interessanti opinioni di molti artisti, spesso sotto forma di testimonianza scritta o verbale, mentre il Bronzino impiegò, invece, questo dipinto per dimostrare l’evidente superiorità della pittura la quale, oltre che mostrare la tridimensionalità del soggetto, era in grado di raffigurarlo in due momenti cronologicamente successivi, introducendo cioè il fattore del tempo. In un momento successivo, come hanno dimostrato le ricerche di Diane Kunzelmann, si preferì cambiare il significato dell’opera ed il suo uso, esponendone solo la parte anteriore, ampiamente ridipinta in modo da far conseguire al nano l’iconografia di un Bacco.

2012 * 96 pp. * brossura 21×28 * 116 ill. * XV tav.

 

 

32. Titian’s La Bella: Woman in a Blue Dress

Titian's La Bella Restored

Curatori: Marco Ciatti, Fausta Navarro, Patrizia Riitano

ISBN: 978-88-7970-523-3

Prezzo: € 25.00

Il volume presenta il restauro della Bella di Tiziano. L’opera, che si conserva nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, è stata restaurata da Patrizia Riitano. Il dipinto, liberato dalla pesante patina di vernici giallo scuro ha ritrovato l'incarnato purpureo delle guance, l'oro della lunga collana al collo, il luccichio dei pendenti di perle agli orecchi, l'eleganza della complicata acconciatura, la fastosa ricchezza dell'abito blu, con ricami, velature prima invisibili e gli straordinari sbuffi candidi che escono dalla veste. Il ritratto della Donna, dipinto dall'artista nel 1536 e appartenuto al Duca di Urbino Francesco Maria della Rovere, fu inventariato tra le collezioni medicee a Firenze nel 1694, fu poi sottratto dalle requisizioni napoleoniche e portato al Louvre a Parigi nel 1799 e infine restituito alla Galleria Palatina dopo il Congresso di Vienna nel 1814. Volume in lingua inglese.

 

2011 * 104 pp. * brossura 21×28 * 75 ill.

 
 

31. «Quella donna che ha la veste azurra»

La Bella di Tiziano restaurata

Curatori: Marco Ciatti, Fausta Navarro e Patrizia Riitano

ISBN: 978-88-7970-504-2

 

Prezzo: € 20.00

 

Il volume presenta il restauro della Bella di Tiziano. L’opera, che si conserva nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, è stata restaurata da Patrizia Riitano. Il dipinto, liberato dalla pesante patina di vernici giallo scuro ha ritrovato l'incarnato purpureo delle guance, l'oro della lunga collana al collo, il luccichio dei pendenti di perle agli orecchi, l'eleganza della complicata acconciatura, la fastosa ricchezza dell'abito blu, con ricami, velature prima invisibili e gli straordinari sbuffi candidi che escono dalla veste. Il ritratto della Donna, dipinto dall'artista nel 1536 e appartenuto al Duca di Urbino Francesco Maria della Rovere, fu inventariato tra le collezioni medicee a Firenze nel 1694, fu poi sottratto dalle requisizioni napoleoniche e portato al Louvre a Parigi nel 1799 e infine restituito alla Galleria Palatina dopo il Congresso di Vienna nel 1814. L’opera sarà oggetto di una mostra che si terrà dal 18 aprile al 10 luglio alla Galleria Palatina.

 

2011 * 120 pp. * brossura * 21×28 * 75 ill.