Problemi di conservazione e Restauro

E’ la collana più longeva della Edifir – Edizioni Firenze e la prima in Italia dedicata ai temi del restauro. La collana presenta un ampio ventaglio di monografie e di raccolte miscellanee di grande rigore ed attualità tecnica e metodologica. La serie è curata dai responsabili scientifici dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, prestigiosa Istituzione nel campo del restauro e della formazione è ormai un solido punto di riferimento a livello internazionale.

33. Il Nano Morgante di Agnolo Bronzino

Un dipinto a due dritti restaurato

CuratoriMarco Ciatti, Diane Kunzelman

ISBN978-88-7970-505-9

Prezzo€ 18,00

Il volume documenta il restauro di un particolare dipinto del Bronzino: il Ritratto del nano Morgante in veste di cacciatore dipinto di faccia e di schiena sui due lati della stessa tela, appartenente alla Galleria degli Uffizi. Il Nano Morgante vissuto a Firenze nella seconda metà del XVI secolo, era il più celebre e popolare dei nani di corte di Cosimo I de' Medici. Nato nell’ambito della corte granducale come ricordo di questo particolare personaggio aveva poi assunto un significato ben più profondo del momento di divertissement della corte in rapporto al coevo dibattito artistico, noto come “paragone”, volto cioè a dimostrare quale fra la pittura e la scultura fosse superiore. Tale indagine promossa da Benedetto Varchi ci ha consegnato le interessanti opinioni di molti artisti, spesso sotto forma di testimonianza scritta o verbale, mentre il Bronzino impiegò, invece, questo dipinto per dimostrare l’evidente superiorità della pittura la quale, oltre che mostrare la tridimensionalità del soggetto, era in grado di raffigurarlo in due momenti cronologicamente successivi, introducendo cioè il fattore del tempo. In un momento successivo, come hanno dimostrato le ricerche di Diane Kunzelmann, si preferì cambiare il significato dell’opera ed il suo uso, esponendone solo la parte anteriore, ampiamente ridipinta in modo da far conseguire al nano l’iconografia di un Bacco.

2012 * 96 pp. * brossura 21×28 * 116 ill. * XV tav.

 

 

32. Titian’s La Bella: Woman in a Blue Dress

Titian's La Bella Restored

Curatori: Marco Ciatti, Fausta Navarro, Patrizia Riitano

ISBN: 978-88-7970-523-3

Prezzo: € 25.00

Il volume presenta il restauro della Bella di Tiziano. L’opera, che si conserva nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, è stata restaurata da Patrizia Riitano. Il dipinto, liberato dalla pesante patina di vernici giallo scuro ha ritrovato l'incarnato purpureo delle guance, l'oro della lunga collana al collo, il luccichio dei pendenti di perle agli orecchi, l'eleganza della complicata acconciatura, la fastosa ricchezza dell'abito blu, con ricami, velature prima invisibili e gli straordinari sbuffi candidi che escono dalla veste. Il ritratto della Donna, dipinto dall'artista nel 1536 e appartenuto al Duca di Urbino Francesco Maria della Rovere, fu inventariato tra le collezioni medicee a Firenze nel 1694, fu poi sottratto dalle requisizioni napoleoniche e portato al Louvre a Parigi nel 1799 e infine restituito alla Galleria Palatina dopo il Congresso di Vienna nel 1814. Volume in lingua inglese.

 

2011 * 104 pp. * brossura 21×28 * 75 ill.

 
 

31. «Quella donna che ha la veste azurra»

La Bella di Tiziano restaurata

Curatori: Marco Ciatti, Fausta Navarro e Patrizia Riitano

ISBN: 978-88-7970-504-2

 

Prezzo: € 20.00

 

Il volume presenta il restauro della Bella di Tiziano. L’opera, che si conserva nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, è stata restaurata da Patrizia Riitano. Il dipinto, liberato dalla pesante patina di vernici giallo scuro ha ritrovato l'incarnato purpureo delle guance, l'oro della lunga collana al collo, il luccichio dei pendenti di perle agli orecchi, l'eleganza della complicata acconciatura, la fastosa ricchezza dell'abito blu, con ricami, velature prima invisibili e gli straordinari sbuffi candidi che escono dalla veste. Il ritratto della Donna, dipinto dall'artista nel 1536 e appartenuto al Duca di Urbino Francesco Maria della Rovere, fu inventariato tra le collezioni medicee a Firenze nel 1694, fu poi sottratto dalle requisizioni napoleoniche e portato al Louvre a Parigi nel 1799 e infine restituito alla Galleria Palatina dopo il Congresso di Vienna nel 1814. L’opera sarà oggetto di una mostra che si terrà dal 18 aprile al 10 luglio alla Galleria Palatina.

 

2011 * 120 pp. * brossura * 21×28 * 75 ill.

 

 

 

30. Il Tabernacolo dei Linaioli del Beato Angelico restaurato

Restituzioni 2011 e A.R.P.A.I. per un capolavoro

Curatori: Marco Ciatti e Magnolia Scudieri

ISBN: 978-88-7970-503-5

Prezzo:  € 30,00

Il volume presenta il restauro del Tabernacolo dei Linaioli del Beato Angelico.  Il Tabernacolo dei Linaioli è un capolavoro della maturità artistica dell’Angelico, l’unica grande commissione pubblica pervenuta all’artista da un ambito non religioso. In quest’opera l’Angelico dà prova delle sue grandi capacità espressive: dalle raffinate tecniche esecutive, tra cui spicca l’uso straordinario della foglia d’oro, all’eleganza decorativa e spirituale che raggiunge l’apice nelle figure degli angeli musicanti, fino alla monumentalità plastica e tridimensionale, pienamente rinascimentale, del gruppo della Madonna col Bambino e dei quattro Santi, che dialoga alla pari con gli scultori del primo Quattrocento, come Lorenzo Ghiberti, Donatello e Nanni di Banco. Il Tabernacolo è composto da una monumentale cornice marmorea che contiene al suo interno la tavola dipinta dall’Angelico, suddivisa a sua volta in una pala centrale (alta 289 cm), dotata di un massiccio bordo strombato, due ante laterali e la predella. L’Arte dei Linaioli commissionò l’opera per la sede della corporazione, affidando prima il disegno del tabernacolo marmoreo a Lorenzo Ghiberti nel 1432 – realizzato da Jacopo di Bartolommeo da Settignano, Simone di Nanni da Fiesole e dal legnaiolo Jacopo di Piero detto il Papero – e successivamente la parte dipinta all’Angelico, in data 11 agosto 1433. Alla fine del Settecento, dopo la soppressione delle Arti, il Tabernacolo fu smembrato e trasferito prima alla Galleria degli Uffizi e successivamente nel Museo di San Marco dove è stato ricomposto nella sua interezza. Sarà oggetto di una mostra che si terrà dal 14 marzo al 12 giugno al Museo di San Marco, dove verrà ricollocata l’opera.

 

2011 * 208 pp. * brossura * 21×28 * 273 ill.

 

 

29. The Guicciardini “Quilt”

Conservation of the Deeds of Tristan

Curatori: Rosanna Caterina Proto Pisani, Marco Ciatti, Susanna Conti, Maria Grazia Vaccari 

ISBN: 978-88-7970-493-9

Prezzo € 30.00

Il volume, catalogo della mostra omonima (Firenze, Museo di Palazzo Davanzati, 24 aprile-4 luglio 2010), presenta il restauro della “coperta” Guicciardini del Museo Nazionale del Bargello, celebre manufatto del secolo XIV, esposto nella Camera dei Pavoni di Palazzo Davanzati dal 1956 al 1991. Si tratta di un’opera unica sia per l’iconografia sia per la tecnica. Il restauro, eseguito dal Settore del Restauro dei Tessili dell’Opificio delle Pietre Dure, ha consentito uno studio approfondito dell’opera sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista storico-artistico, puntualizzandone l’iconografia e il collegamento con le fonti letterarie. Lo studio della tecnica è invece stato determinante a stimolare Il Club del Punto in Croce e la sua presidente Patrizia Pietrabissa alla riproduzione di una replica della “coperta” Guicciardini, realizzata da Silvana Vannini su disegno di Marisa Sardini, che verrà donata al Museo di Palazzo Davanzati. Questa replica, esposta in mostra insieme alla copia della “coperta” del Victoria and Albert Museum di Londra – progettata da Francine Nicolle, fondatrice dell’associazione Les Cordelles-Boutis en Vaunage ed eseguita dalle ricamatrici di Sallele d’Aude dirette da Marie Godard e dalle ricamatrici di Caen dirette da Agnes Pigeonneau – fa comprendere come la mirabile arte del ricamo, ben rappresentata nelle collezioni storiche del Museo Davanzati, sia ancora viva e capace di produrre meraviglie. La replica della “coperta” Guicciardini donata al Museo di Palazzo Davanzati verrà esposta, dopo la mostra, nella Camera dei Pavoni, mentre l’originale verrà immagazzinato con le necessarie cautele nei depositi del Museo del Bargello.

2010 * 136 pp. *  brossura * 17×24 * 160 ill.