Problemi di conservazione e Restauro

E’ la collana più longeva della Edifir – Edizioni Firenze e la prima in Italia dedicata ai temi del restauro. La collana presenta un ampio ventaglio di monografie e di raccolte miscellanee di grande rigore ed attualità tecnica e metodologica. La serie è curata dai responsabili scientifici dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, prestigiosa Istituzione nel campo del restauro e della formazione è ormai un solido punto di riferimento a livello internazionale.

30. Il Tabernacolo dei Linaioli del Beato Angelico restaurato

Restituzioni 2011 e A.R.P.A.I. per un capolavoro

Curatori: Marco Ciatti e Magnolia Scudieri

ISBN: 978-88-7970-503-5

Prezzo:  € 30,00

Il volume presenta il restauro del Tabernacolo dei Linaioli del Beato Angelico.  Il Tabernacolo dei Linaioli è un capolavoro della maturità artistica dell’Angelico, l’unica grande commissione pubblica pervenuta all’artista da un ambito non religioso. In quest’opera l’Angelico dà prova delle sue grandi capacità espressive: dalle raffinate tecniche esecutive, tra cui spicca l’uso straordinario della foglia d’oro, all’eleganza decorativa e spirituale che raggiunge l’apice nelle figure degli angeli musicanti, fino alla monumentalità plastica e tridimensionale, pienamente rinascimentale, del gruppo della Madonna col Bambino e dei quattro Santi, che dialoga alla pari con gli scultori del primo Quattrocento, come Lorenzo Ghiberti, Donatello e Nanni di Banco. Il Tabernacolo è composto da una monumentale cornice marmorea che contiene al suo interno la tavola dipinta dall’Angelico, suddivisa a sua volta in una pala centrale (alta 289 cm), dotata di un massiccio bordo strombato, due ante laterali e la predella. L’Arte dei Linaioli commissionò l’opera per la sede della corporazione, affidando prima il disegno del tabernacolo marmoreo a Lorenzo Ghiberti nel 1432 – realizzato da Jacopo di Bartolommeo da Settignano, Simone di Nanni da Fiesole e dal legnaiolo Jacopo di Piero detto il Papero – e successivamente la parte dipinta all’Angelico, in data 11 agosto 1433. Alla fine del Settecento, dopo la soppressione delle Arti, il Tabernacolo fu smembrato e trasferito prima alla Galleria degli Uffizi e successivamente nel Museo di San Marco dove è stato ricomposto nella sua interezza. Sarà oggetto di una mostra che si terrà dal 14 marzo al 12 giugno al Museo di San Marco, dove verrà ricollocata l’opera.

 

2011 * 208 pp. * brossura * 21×28 * 273 ill.

 

 

29. The Guicciardini “Quilt”

Conservation of the Deeds of Tristan

Curatori: Rosanna Caterina Proto Pisani, Marco Ciatti, Susanna Conti, Maria Grazia Vaccari 

ISBN: 978-88-7970-493-9

Prezzo € 30.00

Il volume, catalogo della mostra omonima (Firenze, Museo di Palazzo Davanzati, 24 aprile-4 luglio 2010), presenta il restauro della “coperta” Guicciardini del Museo Nazionale del Bargello, celebre manufatto del secolo XIV, esposto nella Camera dei Pavoni di Palazzo Davanzati dal 1956 al 1991. Si tratta di un’opera unica sia per l’iconografia sia per la tecnica. Il restauro, eseguito dal Settore del Restauro dei Tessili dell’Opificio delle Pietre Dure, ha consentito uno studio approfondito dell’opera sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista storico-artistico, puntualizzandone l’iconografia e il collegamento con le fonti letterarie. Lo studio della tecnica è invece stato determinante a stimolare Il Club del Punto in Croce e la sua presidente Patrizia Pietrabissa alla riproduzione di una replica della “coperta” Guicciardini, realizzata da Silvana Vannini su disegno di Marisa Sardini, che verrà donata al Museo di Palazzo Davanzati. Questa replica, esposta in mostra insieme alla copia della “coperta” del Victoria and Albert Museum di Londra – progettata da Francine Nicolle, fondatrice dell’associazione Les Cordelles-Boutis en Vaunage ed eseguita dalle ricamatrici di Sallele d’Aude dirette da Marie Godard e dalle ricamatrici di Caen dirette da Agnes Pigeonneau – fa comprendere come la mirabile arte del ricamo, ben rappresentata nelle collezioni storiche del Museo Davanzati, sia ancora viva e capace di produrre meraviglie. La replica della “coperta” Guicciardini donata al Museo di Palazzo Davanzati verrà esposta, dopo la mostra, nella Camera dei Pavoni, mentre l’originale verrà immagazzinato con le necessarie cautele nei depositi del Museo del Bargello.

2010 * 136 pp. *  brossura * 17×24 * 160 ill.

 

 

28. L’Officina di Giotto

Il Restauro della Croce di Ognissanti

Curatore: Marco Ciatti

ISBN: 978-88-7970-486-1

Prezzo:  € 30.00

Il volume presenta il restauro della Croce che Giotto dipinse per la Chiesa di Ognissanti. L'eccezionalità di quanto il restauro è riuscito a far emergere rende a Giotto quello che si conferma un suo capolavoro, relegato da parte della critica alla bottega. Tramite una tecnica innovativa di pulitura   appare in tutta la sua morbidezza una materia pittorica di qualità assoluta. Stupefacente ed emozionate la potenza e la vivezza con cui Giotto ci parla dopo tanti secoli. La Croce è citata da tutte le fonti antiche e ascritta dagli studiosi al primo o secondo decennio del Trecento. La pulitura ha fatto riemergere una serie di particolari iconografici di sconvolgente drammaticità, dalle fattezze della Vergine, al San Giovanni, al corpo del Cristo, un corpo vero, con tutti i colori della morte, eppure così spirituale. Ricchissimi i particolari del fondo, le finezze decorative in cui perdersi. Sopra, il distacco solenne dell'immagine del Cristo benedicente, mentre è andata verosimilmente persa la parte inferiore, che doveva probabilmente raffigurare, secondo l'invenzione giottesca per la croce di Santa Maria Novella, venti anni prima, il Golgota col teschio di Adamo. La monumentale croce tornerà a breve al pubblico godimento, probabilmente come mai prima d'ora. Non solo per l'eccezionalità del risultato del lungo e delicato restauro ad opera del fiorentino OPD, ma perché la Croce era, dopo la grande mostra giottesca del 1937, addirittura relegata in sagrestia. Dopo l'estate la Croce sarà ricollocata in chiesa.

2010 * 256 pp * brossura * 21×28 * 360 ill.

 

 

27. La “coperta” Guicciardini

Il restauro delle imprese di Tristano

Curatori: Rosanna Caterina Proto Pisani, Marco Ciatti, Susanna Conti, Maria Grazia Vaccari 

ISBN: 978-88-7970-467-0

Prezzo: € 18,00

Il volume, catalogo della mostra omonima (Firenze, Museo di Palazzo Davanzati, 24 aprile-4 luglio 2010), presenta il restauro della “coperta” Guicciardini del Museo Nazionale del Bargello, celebre manufatto del secolo XIV, esposto nella Camera dei Pavoni di Palazzo Davanzati dal 1956 al 1991. Si tratta di un’opera unica sia per l’iconografia sia per la tecnica. Il restauro, eseguito dal Settore del Restauro dei Tessili dell’Opificio delle Pietre Dure, ha consentito uno studio approfondito dell’opera sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista storico-artistico, puntualizzandone l’iconografia e il collegamento con le fonti letterarie. Lo studio della tecnica è invece stato determinante a stimolare Il Club del Punto in Croce e la sua presidente Patrizia Pietrabissa alla riproduzione di una replica della “coperta” Guicciardini, realizzata da Silvana Vannini su disegno di Marisa Sardini, che verrà donata al Museo di Palazzo Davanzati. Questa replica, esposta in mostra insieme alla copia della “coperta” del Victoria and Albert Museum di Londra – progettata da Francine Nicolle, fondatrice dell’associazione Les Cordelles-Boutis en Vaunage ed eseguita dalle ricamatrici di Sallele d’Aude dirette da Marie Godard e dalle ricamatrici di Caen dirette da Agnes Pigeonneau – fa comprendere come la mirabile arte del ricamo, ben rappresentata nelle collezioni storiche del Museo Davanzati, sia ancora viva e capace di produrre meraviglie. La replica della “coperta” Guicciardini donata al Museo di Palazzo Davanzati verrà esposta, dopo la mostra, nella Camera dei Pavoni, mentre l’originale verrà immagazzinato con le necessarie cautele nei depositi del Museo del Bargello.

2010 * 136 pp. *  brossura * 17×24 *  160 ill.

 

 

26. La Pala di San Zeno di Andrea Mantegna

Studio e conservazione

Curatori: Marco Ciatti, Paola Marini

ISBN: 978-88-7970-454-0

Prezzo: € 38,00

Il volume dà conto di un lungo e complesso processo di indagine e restauro sulla Pala di San Zeno di Mantegna, terminato nell’aprile 2009 dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La monumentale Pala di San Zeno (cm 480×450) è l'ultima opera dipinta da Mantegna a Padova prima del suo trasferimento a Mantova. Selezionata da Napoleone per il Museo del Louvre, la Pala di San Zeno arrivò a Parigi nel 1798. Nel 1806 i due scomparti esterni della predella, raffiguranti la Preghiera nell'orto e la Risurrezione furono inviati al Musee des Beaux-Arts di Tours (dove ancora si trovano), in cambio di due importantissime tele dell'artista: il Parnaso e Minerva caccia i vizi dal giardino delle Virtù, provenienti dallo studiolo mantovano di Isabella d'Este Gonzaga. L'elemento centrale con la Crocifissione rimase invece al Louvre. La pala fu restituita a Verona nel 1815 priva della predella, sostituita da copie di Paolino Caliari. Il restauro della Pala di San Zeno si è reso necessario perché il capolavoro presentava seri problemi di tipo conservativo, sia sulla superficie pittorica che sul supporto ligneo e sulla cornice, queste ultime mai trattate prima d'ora. Problemi dovuti essenzialmente a tre fattori: il naturale invecchiamento dell'opera in rapporto alle condizioni ambientali, i precedenti restauri e l'errato rimontaggio della struttura, conseguente ai numerosi spostamenti della pala nel corso dei secoli. La ricollocazione dell'opera nella Basilica di San Zeno Maggiore a Verona è avvenuta il 21 maggio, in occasione della festa del santo patrono, a 550 anni dalla realizzazione dell'opera d'arte.

2009 * 320 pp. * brossura * 21×28 * 335 ill.