collana Problemi di conservazione e Restauro

E’ la collana più longeva della Edifir – Edizioni Firenze e la prima in Italia dedicata ai temi del restauro. La collana presenta un ampio ventaglio di monografie e di raccolte miscellanee di grande rigore ed attualità tecnica e metodologica. La serie è curata dai responsabili scientifici dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, prestigiosa Istituzione nel campo del restauro e della formazione è ormai un solido punto di riferimento a livello internazionale.

41. Sebastiano del Piombo e la pittura su pietra: il ritratto di Baccio Valori

Restauro e ricerche
Curatori: Alessandro Cecchi, Marco Ciatti, Oriana Sartiani

ISBN978-88-7970-668-1

Prezzo € 24,00

Il Ritratto di Baccio Valori di Sebastiano del Piombo della Galleria Palatina è stato oggetto di restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure, e se ne presentano ora i risultati in questo volume.

Lo studio dell’opera è stato occasione di un approfondimento sulla figura di Baccio Valori, personaggio fiorentino che ha vissuto da vero protagonista alcune fasi determinanti per la storia politica rinascimentale di Firenze. Fedele sostenitore del partito mediceo, partecipò all’assedio di Firenze, venendo destinato, subito dopo la ripresa della città, alla carica di governatore, che mantenne con una certa ferocia. Con la salita al potere del duca Alessandro de’ Medici fu un suo influente consigliere e dopo l’assassinio di questi sostenne i fuorusciti fiorentini contro la successione di Cosimo de’ Medici. Combatté quindi nella battaglia di Montemurlo (1537), venendo imprigionato a poi condannato a morte.

L’occasione del restauro ha consentito un approfondimento anche sullo studio dei materiali utilizzati dall’artista, incluso il particolare supporto di ardesia. Il dipinto pare essere il primo di una serie piuttosto fortunata che Sebastiano eseguirà su lavagna e che mette in luce il carattere indiscutibile dell’artista come sperimentatore tecnico.

Il Ritratto di Baccio Valori è stato sottoposto alle indagini diagnostiche necessarie per la comprensione dei suoi materiali, della tecnica artistica e delle patologie in atto. Secondo la metodologia propria dell’O.P.D. si è iniziato con le indagini non invasive di area (Riflettografia IR, Fluorescenza UV, Falso Colore IR, ecc.), per passare poi agli approfondimenti tramite misure non invasive puntuali, riservando così la conoscenza più approfondita propria delle tecniche invasive, cioè con prelievo, ad un numero limitatissimo di punti. 

Infine si descrive l’intervento di conservazione e restauro, volto soprattutto a recuperare la leggibilità dell’opera che si presentava con una superficie molto scurita e chiaramente segnata dalle vicende conservative subite nel passato, di cui pure si ricostruiranno le vicende.

2014 * 120 pp. * brossura * 21×28 * 70 ill. * XII Tav. 

 

 

 

 

 

40. Il San Giovannino di Ubeda restituito

El San Juanito de Ubeda restituito
Curatori: Maria Cristina Improta

ISBN978-88-7970-658-2

Prezzo € 34,00

A distanza di quasi ottanta anni dalla distruzione, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha restaurato il San Giovannino proveniente dalla Capilla del Salvador de Úbeda (Spagna), attribuito da Manuel Gómez Moreno nel 1930 a Michelangelo, e profondamente danneggiato durante la Guerra Civile spagnola. Più di recente l’attribuzione è stata ripresa e sostenuta da Francesco Caglioti sulla base di nuovi elementi. I pochi frammenti conservatisi del San Juanito, già di proprietà di Francisco de los Cobos, segretario dell’imperatore Carlo V, nonostante l’attribuzione al maestro fiorentino e l’altissima qualità artistica sono stati lontani dal dibattito critico poiché illeggibili. La ricomposizione dei pochi frammenti rimasti della scultura ha rappresentato un momento unico di riflessione critica, ma anche un’importante sfida per il conservatore. È stata la volontà di recuperare la scultura da parte della Fondazione della Casa Ducale di Medinaceli, proprietaria dell’opera, già nella Cappella del Salvatore della cittadina andalusa, a rendere possibile la collaborazione con il Settore dei Materiali Lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che si è prodigato nella ricerca delle metodologie da applicare in questo caso di studio e nel reperimento delle risorse necessarie. L’utilizzo delle tecnologie digitali di scansione tridimensionale, applicate negli ultimi tempi per la realizzazione di copie di opere d’arte, ha permesso il montaggio dei frammenti grazie ad un modello virtuale che ha consentito di determinarne l’esatta posizione, a partire dalle fotografie storiche. Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale in cui tali temi sono stati approfonditi da eminenti studiosi ed esperti di restauro che si è tenuto a Firenze il 24-25 giugno 2013.

 

2014 * 264 pp. * brossura * 21×28 * 150 ill. * 2 Tabelle 

 

 

 

 

39. Il futuro del contemporaneo

I cantieri del Master in Conservazione e Restauro delle opere d'arte contemporanee dell'Opificio delle PIetre Dure
Curatori: Letizia Montabalno, Mattia Patti 

ISBN978-88-7970-592-9

Prezzo € 20,00

Nel 2011 la Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, grazie ad un finanziamento dell’INPDAP, ha organizzato un Master di I livello, dedicato alla Conservazione delle opere d’arte contemporanee. Delle 1500 ore previste per il corso (60 CF) una parte è stata destinata ai cantieri didattici, svolti presso importanti collezioni e musei toscani come Il Centro Luigi Pecci e il Museo del Tessuto di Prato, La Galleria Continua a San. Gimignano e la Fattoria di Celle a Santomato (PT). Questa esperienza, dedicata a varie tipologie di lavoro, dalla documentazione al progetto di restauro, dalle analisi ad interventi di conservazione, ha rappresentato un momento importante di collaborazione fra varie professionalità e di riflessione sulle problematiche dell’arte contemporanea.

2013 * 160 pp. * brossura * 21×28 * 88 ill. * 2 Tabelle 

 

 

 

38. Un arazzo medioevale del Museo del Bargello: l’Assalto finale a Gerusalemme

Storia e restauro
Curatori: Clarice Innocenti 

ISBN978-88-7970-613-1

Prezzo € 20,00

Il volume riassume le vicende del lungo intervento di restauro, iniziato nel 2008 e completato nel 2013. Proveniente dalla collezione Carrand, l’arazzo era conservato nei depositi del Museo del Bargello, dopo essere stato esposto nella Sala islamica fino ai primi anni Ottanta del secolo scorso. La campagna di ricerche e di studio, così come l’inizio dell’intervento di restauro, sono stati condotti nel 2008, quando, all’interno della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure, due tesi di diploma del settore Arazzi e Tappeti sono state dedicate a questa opera. In questo anno sono stati condotti le indagini scientifiche e lo studio dei materiali e della tecnica, e sono stati effettuati i primi interventi sperimentali di restauro. L’intervento, ripreso nel 2009, è stato concluso nel febbraio 2013. L’Assalto finale è un arazzo di straordinaria importanza e uno dei pezzi più antichi che si conservano in Italia: assegnato concordemente all’ambiente di Tournai e datato alla seconda metà del XV secolo, costituisce un esempio di straordinaria qualità di quel gusto nordeuropeo, che ha conservato a lungo i caratteri dell’arte medioevale, ricca di vivacità espressiva talvolta ingenua e in qualche caso grottesca.

2013 * 96 pp. * brossura * 21×28 * 88 ill. 

 

 

 

 

 

 

37. Per la conservazione dei dipinti

Esperienze e progetti del Laboratorio dell'OPD (2002-2012)

Curatori: Marco Ciatti 

ISBN978-88-7970-600-1

Prezzo € 25,00

Una delle radici storiche dell’attuale Opificio delle Pietre Dure è costituita dal Gabinetto di restauro dei dipinti, fondato con uno spirito innovativo e scientifico da Ugo Procacci all’interno della Soprintendenza fiorentina nel 1932. Nel 1975 il Gabinetto di restauro e l’antico Opificio si fusero insieme, creando così la realtà moderna dell’OPD, grazie all’opera di Giovanni Spadolini ed Umberto Baldini. Nella grande mostra di restauri del 1972, Firenze Restaura, Baldini intese ricordare tale evento inserendo il sottotitolo Il Laboratorio nel suo quarantennio. Lo stesso Baldini rinforzò la celebrazione di tale ricorrenza organizzando dieci anni dopo, nel 1982, l’interessante mostra Metodo e Scienza. Operatività e ricerca nel restauro. Da allora la scadenza decennale è stata l’occasione per fare il punto sul cammino percorso dal laboratorio di restauro dei dipinti dell’OPD e, nel contempo, per indicare le linee di attività e di ricerca per il futuro. La ricorrenza del 2012 è stata celebrata con una giornata di studio dal titolo Per la conservazione dei dipinti. Esperienze e progetti del Laboratorio dell’OPD (1932-2012) nella quale sono stati presentati una selezione dei più interessanti progetti recentemente compiuti e una sintetica rassegna di quelli in corso,  concludendo con una anteprima sul restauro dell’Adorazione dei Magi di Leonardo, della quale è appena iniziata la pulitura

2013 * 144 pp. * brossura * 21×28 * 175 ill.